Biografia

Artista formatasi interagendo con i più diversi linguaggi, Lia Bosch coltiva tutte le potenzialità di uno “sguardo” aperto, indifferente alle presunte urgenze dell’attualità, e consapevole che non esiste proiezione nel futuro senza la forza propulsiva generata da un’analisi profonda, storica e simbolica, delle proprie radici. Identità d’autrice acquisita tramite un diploma all’Accademia di Brera implementato dalle più multiformi esperienze, compiute nel design, nella fotografia, nella danza, nella recitazione, nella moda, con lunghe permanenze di formazione in città come New York, Los Angeles, Parigi. Nella convinzione che le vie del Sapere sono ovunque, a patto di intraprenderle e viverle nel modo giusto, come Lia fa anche nella pratica sportiva, diventando atleta agonista di Muay Thay, l’arte marziale tailandese famosa per la rigorosa disciplina.

Da tutta questa linfa nasce l’attitudine a esplorare la cosiddetta Tradizione sviluppando la scintilla di una creatività insofferente alle etichette, e nello stesso tempo alimentata dai più diversi idiomi formali. E’ quanto conferisce all’artista Lia Bosch la licenza di intitolare “Athanatos” – Immortale – la sua più recente collezione, presentata in uno degli eventi del Fuori Salone di Milano, edizione 2017.

Opere come alchimie, dove cromatismi onirici, ravvivati da una matericità pulsante e dinamica, “liberano” tuniche e corazze da una qualsiasi datazione storicizzata, per lasciarli fluttuare in uno spazio-tempo in cui assumono nuovo suono e nuovo senso gli stessi nomi dei personaggi mitologici a cui sono dedicati: la Partenope dei propri natali, ovviamente, ma anche Partenope Sirena, la Janara, le Muse.

La sua risulta così una maturazione fortemente personalizzata, e nello stesso tempo in pieno divenire, nel solco di un percorso creativo caratterizzato anche da attraenti intrecci di moda e design, come si coglie dalle preziose “Elaborazioni grafiche stampate su foulard” (2014), dove Lia Bosch utilizza la lastra della stampa per elaborare l’unicità di ogni singolo capo in seta firmato Elio Fiorucci. Capitolo importante di una carriera contrassegnata da periodiche incursioni nei più vari campi del creare, come la Libreria Neuma presentata da Riva1920 al Salone del Mobile del 2014, e le partecipazioni alle collettive “Utopia del Sembiante”, nel 2012 al Museo del Paesaggio di Torre del Mosto, e “Tabula rasa”, nel 2013. 

Nella liquidità di cui scrive il filosofo Zygmunt Bauman a proposito di questo mondo, globale quanto cangiante, Lia Bosch dimostra così di navigare saldamente orientata lungo una “rotta” da seguire.

Mostre

2012

Collettiva Utopia del Sembiante presso Museo del Paesaggio di Torre di Mosto, Venezia.
Mater (quattro fotografie e video arte)

Pubblicazione di poesie su Il Segnale, rivista letteraria

2013

Collettiva Tabula Rasa, presso Galleria Civica d’arte Moderna e Contemporanea di san Donà del Piave
Punti Materiali , composizione tipografica a mano e stampa a torchio su legno di briccola.

2014

Salone del Mobile di Milano: Libreria NEUMA. RIVA1920

Settimana della Moda di Milano, 10 Corso Como, Milano:
Elaborazioni grafiche -stampa su seta (foulard)- realizzate in collaborazione con Elio
Fiorucci

Fondazione Boiron, Milano: Incolae Verum, scultura in gesso dipinto

2015

Kahuna project, Milano: elaborazioni grafiche (t-shirt)

2017

Salone del Mobile
Galleria Rossana Orlandi, Milano : Athanathos)
(catalogo 2017 SKIRA editore, Milano)

“A quale ambito definitorio appartengano questi lavori, a ben vedere, se alla moda o all’arte o a entrambe e in quale gradazione, è tipica domanda oziosa. Oziosa come, in fondo, l’antica questione se sia più sostanziale essere artista o fare dell’arte.”

Flaminio Gualdoni
(Athanatos)

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Lia Bosch
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